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Liguria di confine https://www.liguriadiconfine.it Tutto quello che c'è da sapere su questa magica terra Thu, 28 Mar 2019 13:55:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.10 Sant.Antonio Chiesa https://www.liguriadiconfine.it/sant-antonio-chiesa/ https://www.liguriadiconfine.it/sant-antonio-chiesa/#respond Thu, 28 Mar 2019 13:55:06 +0000 https://www.liguriadiconfine.it/?p=7661

Chiesa   di

Sant’ Antonio  Sant’Antunin

Ventimiglia    Im

 

Dolceacqua

trinita camporosso

Quello che vi sto proponendo è una chiesetta piccola sopra i colli, raggiungibile in auto,o attraverso i boschi.

Con la macchina appena transitati dalla frazione  Porra,sulla destra prima della salita per Trinità, troverete una strada asfaltata e comoda che dopo pochi minuti vi porta alla Chiesa. Dalla terrazza , potrete ammirare un panorama indimenticabile, il letto del fiume Roya, che scendendo raggiunge Ventimiglia, di fronte a voi scorgerete il paese Trucco che andremo a visitare.

Un filare di cipressi che percorrono gli ultimi metri della strada dove   alla loro base sono state collocate  pietre con targhe relative  ai caduti in guerra.

Durante il periodo estivo dopo la Santa Messa, si festeggiano  gli alberi, e gli alpini riuniti rallegrano con canti tipici.

Anche dalla frazione Trinità in mezzo al bosco un sentiero raggiunge la chiesa di Sant’Antunin , sentiero usato dai nostri avi per la Santa Messa dove una vecchia usanza era utilizzare  gusci di lumache con olio e stoppino che , venivano accesi come candele.

Fotografie  di   Pietro  Buonsignore.

Come Vi ho raccontato precedentemente,eccovi le fotografie relative alla salita verso la Chiesa, e una lapide con alcuni nomi dei  caduti di guerra.

Anche la spettacolare veduta del fiume, dove durante l’estate, quando più facilmente il bosco si incendia,e i canadair , elicotteri utilizzati per spegnere gli incendi, si riforniscono di acqua.

    Intorno alla  Chiesa, è stato fatto un’ampio balcone che si sporge verso la vallata, da dove si ammira il fiume Roya e le montagne che circondano, mentre spostandoci verso l’entrata della Chiesa, alcuni scalini ci fanno scendere e seguendo un sentiero raggiungiamo la frazione di Trinità.

 

    Ben tenuto e curato l’esterno che circonda il tutto, pulito e oltre agli arredamenti della guerra e delle targhe a ricordo, sono ben curate piante e fiori che le fanno da corona.

 

          Entriamo nella Chiesa, molto piccola ma accogliente, dove  l’amore delle persone che la custodiscono ci rallegra , notiamo un effetto di luce, e precisamente nel dipinto  sopra l’altare, si rispecchia l’immagine Sacra che è posizionata sopra la porta, in vetro  che tramite i raggi del sole , raggiunge l’altare.

 

       Sempre all’interno troviamo un documento che attesta la storia del rifacimento della S:Chiesa.

        

                 Ancora uno sguardo all’interno prima di uscire per raggiungere la taverna dove viene conservato il materiale per festeggiare durante l’estate.

         In via eccezionale, in un giorno qualunque, sono riuscito ad entrare all’interno sia della Chiesa, sia della taverna,tramite l’autorizzazione di un volontario che casualmente ho trovato sul luogo, dove vengono  conservate  foto ricordi , targhe e i tavolini con le sedie che quando si festeggia in estate vengono posizionati all’esterno per banchettare in compagnia degli alpini e cantare tutti assieme. 

            Eccoci proprio all’interno della taverna, con i classici muri a volta, in pietra,dove troviamo tutto il necessario per organizzare una giornata in allegria.

Anche in queste ultime foto, possiamo notare la precisione e l’ordine per la conservazione degli oggetti che sono stati recuperati o acquistati per la gioia di dividere con altre persone,giornate di allegria.

Colgo l’occasione per ringraziare a nome di tutti, chi anno dopo anno si adopera per il mantenimento e la pulizia interna ed esterna di questo luogo.Grazie veramente di cuore.

  La nostra visita finisce qui, su questa terrazza , che ci lascia a bocca aperta , ammiriamo le montagne che si alzano al di la del fiume, allungando lo sguardo vediamo un altro paese dal nome Trucco, che poi visiteremo, e fra il sole, l’aria,il canto di grilli e cicale, Vi saluto e Vi aspetto qui davanti alla Chiesa di Sant’Antunin.  Ciao

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OSPEDALETTI IM https://www.liguriadiconfine.it/ospedaletti-im/ https://www.liguriadiconfine.it/ospedaletti-im/#respond Wed, 20 Mar 2019 16:06:58 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7586

OSPEDALETTI    IM

Fotografie di  Pietro  Buonsignore

 

Ospedaletti im

 

Altro luogo spettacolare e considerato uno dei luoghi migliori per il Suo clima, è Ospedaletti  IM.   Luogo frequentato maggiormente durante il periodo invernale da persone anziane, dove  l’aria di mare, la tranquillità,  lasciano rigenerare il corpo, e favorire una lieta vecchiaia.

   

Dopo aver parcheggiato a lato, sulla via Aurelia, che ci conduce da San Remo a Ventimiglia, percorriamo  questa magnifica passeggiata e raggiungiamo la spiaggia dove troviamo negozi e quant’altro.

   Eccoci costeggiare la strada che ci conduce al mare, dove non possiamo far altro che notare i bagnanti che si riversano sulla spiaggia e si rinfrescano tuffandosi nel nostro mare, seguendo la via, come detto troveremo negozi e alla fine risaliremo sulla strada principale.

      Il sole oggi è molto caldo, sostare sulla strada per ammirare il panorama che Ospedaletti ci propone è veramente invitante per un tuffo fra le onde, per rinfrescarci e assaporare la nostra giornata.

     Palazzi d’epoca, ristrutturati e ridipinti con colori caldi,che guardano il mare, ci procura invidia per quelle persone che abitano in questi luoghi bellissimi, e al turista che arriva da lontano, specialmente per quelle persone che durante l’anno vivono in luoghi freddi e umidi,di chi sa quale paese,ebbene Ospedaletti li rincuora e li fa gioire per aver fatto questa scelta.

            Se state guardando queste immagini, significa che non sarò io a spiegarVi  cosa provate.         Lo stupore e la bellezza che si sviluppa nella mente, quando si ammira anche in fotografia, il mare, è indescrivibile e personale.  Pertanto lascio a voi descrivere con Vostre parole quello che ammirate.

 

Il lungomare termina qui , ora non ci rimane che decidere da che parte andare, svoltando sulla nostra destra, ci dirigiamo verso Sanremo, mentre se decidiamo il lato sinistro, raggiungiamo Ventimiglia da dove poi potremo proseguire per la Francia.

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                 Lieti di averVi fatto visitare un altro luogo della nostra bella Liguria,e sperando che presto ci veniate a trovare, di seguito Vi lascio ulteriori informazioni cliccando su  : sito ufficiale

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CASTELVITTORIO IM. https://www.liguriadiconfine.it/castelvittorio-im/ https://www.liguriadiconfine.it/castelvittorio-im/#respond Sat, 23 Feb 2019 10:40:09 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7526

CASTELVITTORIO   IM

 

 

 

 

Fotografie di Pietro  Buonsignore.

 

Dolceacqua

CASTELVITTORIO IM

 

 

Anche Castelvittorio come tutti i paesi della nostra Liguria, è arrampicato sui colli, in una specie di terrazza, che offre mille opportunità a chi viene in questi luoghi .

Case con i classici carugi, vie strette che si biforcano per il paese, salendo e scendendo, raggiungendo a forma di ragnatela tutte le postazioni del paese,con le classiche case in pietra come piccoli fortini per la difesa a suo tempo di saraceni e altri incursori.  Posizionata a 430 m.s.m. , offre piatti tipici locali, olio e quant’altro prodotto dalle stesse piante che circondano il paese,pini e castani, lasciano all’uomo la possibilità di trascorrere ore nei boschi alla ricerca di funghi e alla gioia di passeggiate salutari.

 

 

             Inoltriamoci nel paese attraversato da queste vie strette i famosi Carugi, strette stradine in pietra, avvolti da case e con i loro susseguirsi di mattoni rossi che come i binari di un treno, ci obbligano a seguirli e visitare il borgo.

  Case in pietra , alcune rimodernate e dipinte con colori allegri per segnare il passare e tempo e l’evolversi delle persone, che cercano di riadattare con loro fantasie ,questi luoghi.

   Raggiunta la piazza troveremo come sempre , seduti su panche in pietra, anziani che si trasmettono  con gioia i ricordi .

 

  Il dislivello che hanno questi vicoli, ci lascia a bocca aperta, caratteristica dei borghi Liguri, che ci fa immaginare la fatica che l’uomo ha sempre fatto per restare legato alle sue radici,solo l’amore per questi paesi, fa capire che da sempre sia da giovani,che da anziano, l’attaccamento alla nostra terra è forte come l’amore di una mamma con il suo bambino.

  Ecco raggiunta la piazza, dove in libertà e senza pericoli, i più piccini giocano,la chiesa Parrocchiale di Santo Stefano, nel centro storico protegge tutto il paese, dove durante il periodo estivo, ci si  ritrova paesani e turisti, Italiani Francesi e altri, tutto per la Sagra del Turtun.

TURTUN   Antica specialità locale, trattasi di una grande torta fatta in casa con olio di oliva extravergine prodotto locale, ripiena di verdure zucchine formaggi e altro, rinchiuso a fagotto e cotto in forno a legna su di una ” ciappa ” (grande pietra alla base del forno ). 

Alla Sagra partecipano in molti , lottando fra loro per essere i migliori e dando l’opportunità a tutti i visitatori di assaggiare questa specialità locale.

 

Ora si è fatto tardi, ritorniamo sui nostri passi, camminando in questi vicoli, che ci hanno permesso di trascorrere una giornata indimenticabile .

 

 

 

                  Come sempre raggiungiamo la nostra auto da dove è iniziata la visita a  Castelvittorio, speriamo di aver soddisfatto la vostra curiosità e di avervi spronato a farci visita.

 Per maggiori informazioni sul luogo cliccare su: sito ufficiale

 

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Ventimiglia Vecchia https://www.liguriadiconfine.it/ventimiglia-vecchia-2/ https://www.liguriadiconfine.it/ventimiglia-vecchia-2/#respond Thu, 31 Jan 2019 16:20:24 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7469

Ventimiglia Vecchia

o Ventimiglia Alta

Fotografie di Pietro Buonsignore

ventimiglia vecchia

            Oggi visitiamo la città di Ventimiglia, ma non quella che tutti conoscono sul livello del mare, ma la parte storica, la parte vecchia,che per raggiungerla, basta attraversare il fiume Roya, e alzando gli occhi, la ritroviamo orgogliosa e curiosa e ci attrae, salendo per le vie pedonali ripide, o dal lato mare salendo con la nostra auto fino a trovare una delle porte che la proteggevano dagli invasori nei secoli scorsi.

 

 

 

 

  Parcheggiata la nostra auto, lasciandoci lo spettacolo marino alle nostre spalle, ci troviamo davanti a questa porta che attraversandola inizierà la nostra gita fra vie e luoghi storici.

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Strada pedonale lato mare per raggiungere la parte vecchia della città, appena entrati dalla grande porta ci giriamo per ammirare la sua grandezza e la sua forza, creata per resistere al nemico . Dobbiamo considerare che Ventimiglia, è la prima città al confine con la Francia,e con il mare da dove il nemico poteva raggiungerci facilmente.

 

Proseguendo per la via principale del centro,troviamo case in pietra,che si alternano fra vie traverse e botteghe , bar, a lato un edificio particolare di immensa bellezza e di grande cultura religiosa, trattasi dell’Oratorio dei Neri, aperto al pubblico al fine di ammirare in tutto il suo fascino , quanto questa parte della città custodisce con cura.

         Entrando nell’oratorio troviamo il Cristo sdraiato su una barella, trattasi di una statua particolare, snodata,anche l’Oratorio di San Giovanni Battista che , rivolto verso il mare ci conduce in una piazza per poter ammirare l’orizzonte.

Ora , raggiunto la fine della via costeggiante l’Oratorio di San Giovanni, veniamo a contatto con un albero di pino, che sembra che con le sue braccia aperte, ci trattenga dallo sporgerci per ammirare il mare, mentre a lato possiamo vedere la foce del fiume Roya, che sfocia nel mare.

 

Si è fatto tardi, ritorniamo sui nostri passi, usciamo nuovamente dalla porta alta della città, e scendendo a piedi fra il verde che ci protegge dal sole, raggiungiamo la nostra auto per ritornare a casa.

 

Qui purtroppo dobbiamo lasciarci, ma con un po di malinconia,sperando che quando ci verrete a trovare, dopo aver ammirato questa parte della città, ci farete avere conferma del nostro operato.

Come sempre per ulteriori informazioni, consultate cliccando su : sito ufficiale

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OLIVETTA SAN MICHELE https://www.liguriadiconfine.it/olivetta-san-michele/ https://www.liguriadiconfine.it/olivetta-san-michele/#respond Tue, 22 Jan 2019 16:55:01 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7397

OLIVETTA SAN MICHELE

fotografie di  Pietro  Buonsignore

Olivetta San Michele im

                          Siamo giunti in un piccolo paese, ma pieno di storia.Olivetta San Michele,collocato nella valle del torrente Bevera, circa 300 mt.sul livello del mare anche percorso dal fiume Roya che sfocia nel mare a Ventimiglia.

Olivetta , assunse questo nome in quanto territorio ricco di olive,che ancora oggi coltivate producono un tipico olio gustoso e saporito.

Eccoci arrivati con la nostra auto , e parcheggiamo in questa piazza,da dove si incominciano a vedere intorno a noi colline verdi e iniziamo a girare per il paese alla scoperta di quanto ci circonda.

Qui, troviamo subito una parte del paese che promette feste e divertimenti, un tendone enorme , dove sicuramente si trascorreranno giornate e serate in festa, nel periodo estivo è tradizione dare la possibilità sia a residenti che villeggianti, di gustare piatti e vini tipici del luogo.

   Ora ci troviamo innanzi  alla Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova,entriamo e subito  notiamo la statua della  Madonna,posizionata in una nicchia tutta di roccia che crea una sensazione poetica e rispecchia la naturalezza del soggetto.

 

           Qui di seguito  notiamo altre insenature dove spiccano le statue dei Santi venerate dai fedeli, ben curate e ordinate appagano lo sguardo delle persone che l’ammirano.

 

     I dipinti a muro, e nelle volte soprastanti, con il riflesso del sole si illuminano e creano un , non so che, di mistero ,avvolgendoci come un telo.

                    Ora ci guardiamo intorno per le vie del paese, scorgiamo questi dipinti su muro, con diverse raffigurazioni, questo tronco d’albero , trasformato  in una fontana,dove versa l’acqua in una giara, tipica per conservare olio,  dove  una targa scritta in Italiano e in dialetto dice ” La Giara…. A Giara.”

  Qui troviamo un enorme dipinto che ci indica un negozio di alimentari, dove i paesani si servono giornalmente,raffigurante un vecchio torchio a pietra che si usava per la spremitura delle olive.

Tetti rossi, che spiccano nel verde degli olivi, ricordiamo che questo paese è ricco di piante ed è storico il suo nome derivante proprio dall’albero d’olivo.

          E con questo particolare di un affresco dipinto su una parete di una casa del borgo, noi Vi lasciamo, e come sempre Vi aspettiamo a farci visita e ad apprezzare la nostra Liguria.

Per ulteriori informazioni relative a Olivetta San Michele, cliccate su :  sito ufficiale

 

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BAJARDO IM https://www.liguriadiconfine.it/bajardo-im/ https://www.liguriadiconfine.it/bajardo-im/#respond Sun, 13 Jan 2019 17:13:43 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7312

BAJARDO     IM

 

Fotografie  di  Pietro  Buonsignore

BAJARDO IM

 

         Eccoci oggi in un paese che raccoglie molta storia della nostra Liguria, stiamo parlando di Bajardo.  Paese montano della valle Armea situato, in linea d’aria, 11 km a nord del comune di Ospedaletti,posizionato su uno dei crinali delle Alpi Marittime,nella val Nervia, si coltivano olive Taggiasche,vi sono anche vigneti e castagneti che danno un tono di colore splendido al panorama.

 

Di seguito vi propongo alcuni scatti della Chiesa di San Nicolò,Chiesa ben tenuta, aperta sempre al pubblico dove si celebrano gli eventi religiosi inerenti al paese.

Stupenda struttura la nuova Parrocchia di San Nicolò,eretta nel 1893, in stile neoromanico, e il magnifico organo che risale al 1896.

   Incominciamo a passeggiare per il paese, in questi vicoli stretti , con mura in pietra di uno spessore notevole,dove l’uomo ancora oggi, vive e mantiene alta la bellezza e i valori che hanno ereditato, mantenendoli puliti e cercando ognuno a modo suo di renderlo folcloristico.

 

 

 

            Troviamo la piazza, con la fontana centrale, che è racchiusa da case di diverse generazioni, alcune moderne in cemento o in pietra ricoperte, altre ancora allo stato naturale, rifinite e curate.   Il verde che circonda e ammirando queste due semplici galline, ci rendiamo conto che la vita in questi luoghi , è senza dubbio più sana che nelle grandi metropoli da dove nel periodo estivo, tutti fuggono.

    Salendo nella parte alta del paese, dove la pavimentazione ancora intatta in pietra ci accompagna attraversando la porta d’accesso al borgo baiardese,  verso la vecchia Chiesa di San Nicolò, dove le mie parole non possono raccontare nulla, lascio ai vostri occhi ammirare e commentare quanto di meraviglioso conserva questo paese dal nome  Bajardo.

              Eccoci, come promesso all’interno della vecchia Chiesa, distrutta dove una targa a ricordo scritta in diverse lingue,dice “Erano tutti figli di Bajardo ” un segno alla memoria, vicino, all’interno, se così si può definire, troviamo una nicchia  dove ancoro oggi, i fedeli depongono fiori e lumini in segno di rispetto.

       L’interno di quello che è rimasto nel tempo, della Chiesa di San Nicolò,le sue mura orgogliose si innalzano  verso il cielo che gli fa da soffitto, mentre l’erba, alternata da lastre è il suo pavimento.   Vediamo l’altare dove per anni vennero eseguite le funzioni, mentre alle spalle la porta con colonne ci indica l’uscita.

    In queste immagini dall’esterno ammiriamo la struttura architettonica che ci lascia a bocca aperta, intorno notiamo tavoli in legno con panche, dove si ci può fermare a gustare un panino o altro.

Ancora girando attorno alle mura dove il tempo sembra che non passi mai, una ricostruzione di una fontana ci attira verso di lei.

Ora si è fatto tardi,lo sguardo si allontana verso i monti,dove un susseguirsi di colline creano un’ atmosfera montana, lo sguardo alle case che lasciamo alle spalle per tornare da dove siamo partiti.

Così come appena detto, ci avviamo alla macchina e lasciamo Bajardo, consapevoli di aver dato a tutti, l’occasione di ammirarlo, sperando di  vederci un giorno qui, in questa parte della Liguria dove ora lasciamo il nostro cuore.

Per ulteriori informazioni più dettagliate cliccate qui, sul :  sito ufficiale

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COLDIRODI https://www.liguriadiconfine.it/coldirodi/ https://www.liguriadiconfine.it/coldirodi/#respond Sun, 30 Dec 2018 16:39:13 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7211

COLDIRODI IM

                              Fotografie di Buonsignore Pietro.

coldirodi im

             Oggi Vi ho portato a Coldirodi,  frazione del comune di San Remo.   Questa frazione vanta un clima eccellente in quanto sita sul crinale della collina confinando con San Remo e Ospedaletti, luoghi rinomati per la loro temperatura apprezzati da anziani nel periodo invernale.

               Coldirodi , ebbe già dal IX secolo , diverse peripezie di dominio, fino a che nel 1956 venne decretata  l’aggregazione con il comune di Sanremo.

     Sotto vediamo raffigurati alcuni stemmi dipinti sul muro , che ricordano in diverse immagini, eventi e luoghi del paese.

        Entrando nel vivo del paese, veniamo subito a contatto con queste varie costruzioni di diverse epoche, ecco una  targa  a ricordo di tanti nuclei famigliari, che unendosi costruirono un castello per difendersi da attacchi dei  nemici .

          Dobbiamo riconoscere a questa frazione di S Remo, l’ordine e il mantenimento dei ricordi.  Qui a Coldirodi, come in tanti altri paesi della Liguria, viene protetta gelosamente la loro storia, le loro usanze che, si trasmettono di padre in figlio.  Mi riferisco anche alle piccole cose, come una pianta sulla porta di casa, una porta di una cantina dipinta e targhe a ricordo di chi prima di noi ha creato questi luoghi.Scorcio di campanile vie interne ci accompagnano nella nostra passeggiata.

 

Come detto precedentemente ecco le targhe che troviamo nelle strade del paese.

 

                  Possiamo ammirare da Coldirodi, lo spettacolo che appare guardandoci intorno, il mare , siamo appunto sulle alture di S Remo e fra un pino e l’altro ci godiamo lo spettacolo.

Ecco nella piazza la chiesa Parrocchiale di San Sebastiano Martire di Coldirodi, dove il sole rende i suoi colori caldi che non possiamo fare altro che ammirare.   Anche l’oratorio di Sant’Anna, che con la sua facciata a strisce e i due campanili attirano la nostra attenzione,mentre in una stradina in discesa, un cartello ci fa notare che a pochi metri troveremo il Museo Civico   Villa Luca e la pinacoteca Rambaldi .

            Ecco la via che ci ha condotto in questo paese,in parte con case antiche in pietra ,  riadattate e con case di epoca moderna con negozi e altro, notiamo anche la statua relativa ai caduti in guerra, raffigurante  un soldato che controlla il paese e strade e vicoli in stile, che salgono e scendono con pendenze notevoli che mettono a prova il nostro passeggiare .

     Questi vicoli risistemati negli ultimi anni mantenendo le caratteristiche paesane che si intrecciano uno con l’altro, sotto volte che mantengono la storia del paese.

        Ora ritorniamo sulla strada principale che ci ha condotto nella parte antica del paese, da qui possiamo notare il mare di un colore bellissimo.

 

     Ecco raggiunto il bivio dove possiamo scegliere una nuova destinazione.  La speranza di aver soddisfatto la vostra curiosità e augurandomi di essere  stato utile, Vi saluto e vi auguro buon soggiorno nella nostra bella Liguria.

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SOLDANO IM https://www.liguriadiconfine.it/soldano-im/ https://www.liguriadiconfine.it/soldano-im/#respond Thu, 29 Nov 2018 16:58:06 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7144

 

SOLDANO  IM

             Fotografie  di    Pietro  Buonsignore

Soldano Im

            Oggi siamo venuti a visitare un altro borgo medioevale della nostra Liguria, queste frazioni si assomigliano una con l’altra, create da avi Liguri e non, posizionate in alto per difendersi dal nemico, protette da mura, porte che chiudevano l’accesso al nemico, sperando di resistere alle invasioni.

Nonostante tutto ciò, i nostri avi difendettero degnamente i loro averi.Ne possiamo avere conferma ammirando e cercando qua e la, notizie relative alla storia.

 

 

                          Qui di seguito vediamo immagini relative all’interno storico, come queste vie, il monumento ai caduti, a ricordo e per onorare le sofferenze dei nonni ,per poter trasmettere ai giovani il ricordo della storia .   La Chiesa parrocchiale San Giovanni Battista, edificata nel XV secolo in stile barocco.

 

 

             Vie strette, pedonali, realizzate fra le mura maestose di questi edifici in pietra,vie che salgono e scendono, immagini Religiose che ci accompagnano durante la via.

 

                     Paese ben tenuto, ordinato , pulito, si nota il campanile che domina dall’alto, proseguendo nel nostro giro troviamo uno spazio creato dal comune, un parchetto denominato ” GIARDINO DELL’AMICIZIA ” adibito all’incontro fra giovani ed anziani, con  panchine e ricoperto di piante rampicanti dove durante le giornate di calura, si può tranquillamente trascorrere il nostro tempo dedicato a incontri di diversa natura.

Per le vie del paese troviamo queste tabelle che ci spiegano un po di storia, e con le mappe che ci fanno capire la situazione .

                  La piazza della Chiesa di San Giovanni Battista, e l’oratorio di San Giovanni Evangelista nel centro del paese , per le preghiere e il ritrovo del giovani.

Sotto gli alberi, seduti sulle panchine, i giovani del paese si incontrano per scambiarsi notizie e appuntamenti, mentre  gli anziani come sempre in tutto il mondo, raccontano le avventure della loro giovinezza, le brutte esperienze per chi ha sofferto fame e guerra con la speranza che questi racconti giovino a chi intraprende una nuova vita .

             Spettacolare realizzazione di archi e case in pietra,costruite una vicino all’altra con piccole volte che  mantengono  la loro stabilità e distanza.

 

                          Cercando di uscire dal paese ,dalla  direzione verso i monti, dove si poteva raggiungere le Chiesette ,troviamo come dimostrato dalle fotografie, i cardini che sorreggevano la porta a difesa, e come ci racconta questo cartello, il sentiero che la raggiungeva in salita, era stato creato a zig zag, per costringere il nemico durante l’assalto a scoprire il suo lato debole, cioè il suo fianco destro,per agevolare il popolo a colpire l’intruso.

       

  Ritorniamo verso la via dove precedentemente avevamo lasciato l’auto, lasciandoci alle spalle la parte vecchia del paese, quella più affascinante e piena di ricordi.

 

Riprendiamo la nostra auto , sperando che anche oggi Vi abbiamo mostrato un luogo a Voi sconosciuto e con la speranza che  verrete  a trovarci presto.

Per ulteriori informazioni cliccate su:   sito ufficiale 

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B u g g i o https://www.liguriadiconfine.it/b-u-g-g-i-o/ https://www.liguriadiconfine.it/b-u-g-g-i-o/#respond Mon, 19 Nov 2018 16:57:05 +0000 http://www.liguriadiconfine.it/?p=7080

 

BUGGIO  Im   Frazione di Pigna.

 

 

fotografie di   Pietro  Buonsignore

buggio im

Si parliamo di Buggio,unica frazione di Pigna, nella zona più alta della val Nervia,conosciuta da chi apprezza la montagna , che con la loro presenza hanno fatto rinascere il paese , pertanto i residenti e il Comune, hanno eseguito diverse migliorie, ristrutturazioni pulizia ecc; al fine di essere apprezzata di più da chi viene a visitarla .

 

  Ecco come appare arroccata sui monti liguri con piazze e fontana  riportata a nuovo, resa attrazione per  turisti.

Queste fontane, una volta lavatoi dove si andava a fare il bucato a mano, oggi sono trasformate in tutte le frazioni , in opere spettacolari sotto archi e volte.

Come vedete , la fantasia non manca, da una semplice pedana in legno verniciata che si trasforma in fioriera ,dove i fiori o altro la rendono originale e attirano lo sguardo del passante.

 

             Case in pietra, scorci di verde , case arroccate a formare il paese, è lo spettacolo che ci troviamo di fronte.  Non ci potremmo mai immaginare la fatica che i nostri avi hanno fatto per costruire queste abitazioni, che ancora oggi resistono alle intemperie ed è per questo che noi abbiamo l’obbligo di conservarle usarle e amarle.

 

I monti intorno creano una scena particolare, abbinare la vicinanza al mare e ritrovarsi fra rocce adite a passeggiate per esperti camminatori.

 

      Ammiriamo questi archi che  si trovano nel centro del paese,  in zone oscurate dove anche durante la giornata, necessita la luce che rende suggestivi questi capolavori creati dall’uomo, come le vie che, anche se ormai rimodernate, a lato troviamo ancora la pietra .

     Case create sulle rocce, che le sorreggono a picco ad altitudine elevata.

 

  Girando per le vie che sono mantenute pulite e ordinate , troviamo la  Chiesa  Parrocchiale di San Giovanni,edificata intorno al secolo XVI ,in stile barocco, gli interni restaurati e affrescati raffiguranti la vita di Gesù.

  All’interno ammiriamo diverse statue raffiguranti Santi,  tra le quali spicca quella di San Giovanni , in quanto realizzata con marmo di Carrara.

 

   Anche oggi abbiamo visitato una frazione della nostra Liguria,dove emozioni e ricordi si susseguono, dove la vita è rimasta ancora pura , e le primizie della natura ci circondano.

Per chi vuole rallegrarsi le giornate e venirci a trovare sarà accolto a braccia aperte. Per saperne di più cliccate qui di seguito su : sito ufficiale

 

 

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PERINALDO  IM

                Fotografie di Pietro  Buonsignore

Perinaldo IM

 

 

   Oggi vi ho portato in un paese che racchiude in se una grande storia,siamo  a Perinaldo, IM.  già in altura, quasi 600 m.parliamo di  studi e di racconti relativi all’astronomo. Giovanni Cassini.

 

Entrando nel paese ci imbattiamo nel monumentale ricordo ai caduti, che ci fa capire quanto questo paese abbia sofferto negli anni che furono durante le guerre e che ancora oggi viene ricordato da tutti gli abitanti.

Le classiche vie strette dove le case in pietra ricordano il passato ,  ci conducono in una piazza dove troviamo  la Chiesa di S:Antonio.

Salendo e scendendo per questi vicoli, si incontrano visitatori che anche loro, armati di macchina fotografica, raccolgono scorci preziosi e sguardi verso l’infinito spettacolare verde che ci circonda.

Passeggiare in queste vie, così strette dove le auto non transitano,a noi  appare strano, abituati alle  grandi città, dove sfrecciano ad alta velocità,mentre qui possiamo  ammirare e scrutare i dintorni tranquillamente.

 

Ecco che lo sguardo si allontana per ammirare i monti , l’aria è pulita e olivi e pini splendono con il loro  colore vivace,raggiungiamo questa terrazza , dove troviamo antichi strumenti di astronomia .

 Il  castello Maraldi del  secolo XVI ,che fu  la casa natale del Cassini, astronomo, mentre  i suoi strumenti per osservare le galassie sono raccolti in un locale all’interno del Municipio,  aperti al pubblico .

Vie che ci portano in breve tempo al Belvedere Chianea ,realizzato alle spalle dell’antico sagrato, dove in estate vi sono parecchie manifestazioni, e sulla terrazza che ci offre uno spettacolo unico,si posizionano tavolini panche e quant’altro al fine di radunarsi con cittadini e visitatori a bere mangiare e perchè no ballare.

   Qui di seguito vi presento  alcune immagini della famiglia Cassini, quadri che sono esposti per le vie del paese, dove tutti possono ammirare l’importanza e la considerazione del Cassini a Perinaldo.

Il suo nome portò in Perinaldo una nota di saggezza incommensurabile , considerando l era e le vicissitudini di quei tempi, che ancora oggi sono ricordati tramite dipinti e strumenti conservati nel museo del paese.

            Seguendo le indicazioni segnaletiche, troviamo la via che ci porta direttamente all’osservatorio astronomico Cassini, dove troveremo oltre che uno spettacolo di monti che si perdono all’orizzonte , cartelli che spiegano l’utilizzo di questi antichi strumenti.

     Qui troviamo alcune  piastre inserite nella pavimentazione durante il percorso della  galleria pittorica  , dove i segni zodiacali, vengono, sempre dal Cassini, studiati ed evidenziati per il popolo , al fine di illuminare con la Sua immensa saggezza tutti i passanti .

  Dalla piazza della chiesa di San Nicolò, passando sotto questo arco, ci  troviamo in un altra terrazza adibita a festeggiamenti,dove, tavolini e sedie raccolgono paesani e turisti a festeggiare, mangiare e danzare ammirando ancora una volta lo spettacolo che Perinaldo ci permette di scrutare.

 

 

Notiamo un gatto, che tranquillo si riposa nell’attesa di ricevere qualche avanzo.

Ritorniamo sui nostri passi e oltrepassato l’arco su piazza E Croesi, Troviamo una fontana con questa scritta accanto al vecchio Municipio.

  Lanciamo un ultimo sguardo, speriamo di ritornare presto e trovare anche Voi, ad una di queste tavolate assaggiando torte e piatti speciali creati con un grande prodotto locale ” Il Carciofo violetto ” .

   Si racconta che Napoleone donò ai Perinaldesi alcune piantine di questo ortaggio  proveniente dalla Provenza,da coltivare nelle campagne in quanto adatto per l’altitudine di queste terre. Viene usato in molti piatti, e i coltivatori locali sono molto gelosi del loro prodotto.

         Il nostro viaggio finisce qui , ma anche se vi ho proposto diverse immagini, Vi invito a visitare questo Paese, e  venire in queste terre della nostra Liguria fra olivi e aria pura.

Per informazioni cliccare su: sito ufficiale

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